"Lo facciamo per poter dire: dato che non c'è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa. E se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto." Padre Puglisi

RESOCONTO CRUS – Comitato Regionale Università Siciliane

Del 9 Marzo 2019, ore 4:29 PM - Modifica

crusDI COSA SI TRATTA?
Il C.R.U.S. (Comitato Regionale delle Università Siciliane) è un Comitato al quale partecipano le Università della Sicilia, ossia:
– l’Università degli Studi di Palermo,
– l’Università degli Studi di Catania,
– l’Università degli Studi di Messina,
– la libera Università degli Studi di Enna “Kore”.

A rappresentare ogni singolo Ateneo, sono presenti i quattro Rettori e i quattro Direttori Generali.
Allo stato attuale, a presiedere il CRUS è il professore Giovanni Puglisi, Magnifico Rettore dell’Università di Enna. Eletto all’unanimità nell’aprile del 2018, il prof. Puglisi ha subito richiesto all’interno del comitato la presenza della rappresentanza studentesca.

A rappresentare gli studenti dell’Università di Palermo è Francesco Pirrotta, studente di Ingegneria Gestionale e Presidente del Consiglio degli Studenti.

d1kkcd0xqaab93bPer gli studenti, l’importanza di partecipare a questo comitato è dettata non solo dalla possibilità di comprendere le dinamiche degli atenei siciliani, ma anche di poter entrare a contatto con la Regione Siciliana, rappresentata dall’Assessore Regionale istruzione e formazione professionale On. Roberto Lagalla (ex Rettore dell’Università di Palermo) o da un suo delegato.

I TEMI TRATTATI
Il nostro rappresentante finora ha preso parte a tre Comitati: uno in data 6 dicembre 2018 a Palermo, uno a Messina in data 10 gennaio 2019 e uno in data 8 marzo 2019 a Enna. Ecco i temi trattati:

Ruolo delle università sull’occupazione 
I dati riguardanti le immatricolazioni  dimostrano in maniera inequivocabile la tendenza degli studenti siciliani a scegliere in gran parte corsi come Economia e Psicologia. Il comitato quindi ritiene doveroso sia puntare su tali corsi (Unipa ad esempio aprirà una sede di Economia ad Agrigento), sia programmare interventi mirati al fine di garantire una occupazione ai numerosi laureati che nei prossimi anni cercheranno un impiego almeno sul territorio nazionale.
A tal proposito, il CRUS ha svolto una analisi riguardante le iscrizioni degli studenti siciliani nelle università italiane. Tale analisi permetterà di programmare al meglio interventi sia sulle offerte formative sia sull’occupazione.

Richiesta maggiori posti per l’ambito sanitario
La costante richiesta da parte degli studenti di corsi di tipo medico-sanitario non può essere lasciata inascoltata. Ecco perché il comitato si propone l’obiettivo di lavorare in sinergia affinché il territorio siciliano nei prossimi anni possa offrire maggiori corsi di laurea nelle professioni sanitarie e maggiori posti per i vari corsi di Medicina e Chirurgia distribuiti in Sicilia. A tal proposito, Unipa ha già iniziato in quest’ottica ampliando il numero di posti per il corso di Infermieristica e programmando per l’a.a 2019/20 un corso di Infermieristica in Inglese (Nursing), un corso di Tecniche Audioprotesiche, un corso ad orientamento professionalizzante di Ottica e Optometria.
L’obiettivo è quello di far partire un nuovo corso di Medicina e Chirurgia anche nell’Università di Enna.

Scuole di Specializzazione
Gli atenei siciliani si pongono due obiettivi riguardo gli studenti dei corsi di specializzazione di area medica
– Uno riguarda la possibilità per gli specializzandi di non dover cambiare spesso città. Ciò ovviamente per venire incontro a quelle che sono le difficoltà economiche e di ambientamento che si riscontrano con un trasferimento.
– Un altro punto riguarda l’innalzamento di posti riservato ai nuovi specializzandi. Nel complesso si arriverà ad un +20% su scala nazionale.
Nel confronto col ministero dell’8 marzo, il nostro rappresentante ha chiesto novità riguardo le modalità di accesso per il prossimo anno. La volontà del ministero è quella di ripristinare le vecchie modalità di accesso ai corsi di specializzazione. Per garantire però tempistiche che non mettano a repentaglio l’accesso ai corsi, il parlamento deve trovare rapidamente un accordo.

Ruolo delle università private nel territorio siciliano
Al fine di tutelare i laureati delle università siciliane, il CRUS ha intenzione di monitorare l’offerta formativa e la presenza delle università private che sono già presenti o intendono aprire una sede nel territorio siciliano.
A discapito di quanto si possa pensare, un laureato presso un’università straniera in una sede italiana NON gode degli stessi diritti di un laureato presso gli atenei nostrani. Tale condizione è garanzia per la preparazione e occupazione dei nostri laureati.

Programmazione dei corsi di laurea nel territorio
Il CRUS crede fortemente nel lavoro che in sinergia può essere portato avanti dalle quattro università. A tale ragione, la programmazione dei corsi di laurea viene pensata e confrontata al fine di garantire ampia presenza in ogni angolo dell’isola. Importante è stato il lavoro di confronto della nuova offerta formativa 2019/20. Le università hanno presentato i nuovi corsi specificando le potenzialità di ogni scelta. Inoltre, alcune sedi come Caltanissetta, vengono monitorate particolarmente vista la presenza di Unipa e la vicinanza con Unikore.
L’obiettivo è duplice: ottimizzare le risorse dei quattro atenei e soprattutto quello di garantire il diritto allo studio ai meno abbienti permettendo agli studenti che non hanno la disponibilità economica di andare a vivere in un’altra città di avere una sede universitaria dietro casa.

Scambio di risorse tra gli atenei
Il lato positivo di essere tutti seduti intorno ad un tavolo è quello di potersi aiutare vicendevolmente. Ecco quindi che le università riescono a ipotizzare e programmare interventi sulle sedi universitarie. L’idea più importante venuta a galla durante le sedute del CRUS è la nascita degli interatenei, si tratta di sedi universitarie in cui sono presenti corsi di più atenei senonché corsi gestiti da più università contemporaneamente. Tali soluzioni derivano dall’assenza, per alcuni insegnamenti, di docenti specializzati. Lo scambio di tali risorse, per gli atenei, quindi rappresenta uno stimolo ad aprire corsi di laurea richiesti dagli studenti.

Il ruolo della Regione Siciliana
I piani di sviluppo delle università non possono fare a meno dell’intervento della Regione, la quale si pone come garante per la definizione della prima legge regionale per il diritto allo studio che verrà promulgata non appena gli iter parlamentari verranno completati. Tale legge permetterà alla popolazione studentesca di tornare alle urne per eleggere i propri rappresentanti all’ERSU.
Proprio in tema di Diritto allo Studio, l’Assessore Lagalla ha mostrato come ci sia stato un incremento delle borse di studio. Dal 35% di borse assegnate agli idonei, si passerà prossimamente ad un 70% di copertura. L’obiettivo è quello di arrivare nei prossimi anni al 100% di idonei che percepiscono una borsa di studio.
Inoltre un obiettivo che si intende raggiungere già dal prossimo a.a. è quello di innalzare il contributo che viene dato agli studenti che partono in Erasmus.

Confronto con il ministero
Nella seduta dell’8 marzo 2019, il CRUS ha ospitato l’on. Prof. Giuseppe Valditara, Capo Dipartimento Formazione Superiore e Ricerca del MIUR. Si tratta di un esponente di spicco del ministero che, per semplicità, possiamo assumere come una sorta di ministro dell’università.
Il confronto che la nostra Università e il nostro rappresentante hanno portato dinnanzi al Ministero riguardano diverse tematiche di sviluppo che le nostre università vogliono intraprendere. L’obiettivo è quello di programmare insieme un percorso che possa consentire alle università di aumentare i propri introiti senza innalzare la contribuzione studentesca. Un’idea che alcuni atenei siciliani stanno prendendo in considerazione è quella di investire in sedi universitarie all’estero. La Sicilia potrebbe porsi come leader nella formazione di tutti gli stati che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.
Considerando l’elevato numero di nuovi elevati nel nostro ateneo, l’Università di Palermo ha manifestato la volontà di voler investire sull’edilizia e le strutture universitarie, chiedendo al ministero un sostegno a tal senso.

Tali idee vengono promosse e discusse dinnanzi i rappresentanti degli studenti che possono così partecipare alle discussioni intervenendo al riguardo. La presenza dei Rettori e della Regione permette un confronto globale a cui noi studenti non possiamo e non vogliamo assolutamente sottrarci.

Le università siciliane 10 anni fa erano sull’orlo del baratro, adesso invece siamo qui a parlare di piani di sviluppo.

Prof. G. Valditara

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