"Lo facciamo per poter dire: dato che non c'è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa. E se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto." Padre Puglisi

PROPOSTA DEL CDA IN MERITO ALLE LAUREE MAGISTRALI

Del 28 Marzo 2019, ore 4:56 PM - Modifica

cdaL’Associazione Studentesca Vivere Ateneo informa la comunità studentesca in merito alla nuova interrogazione del nostro Consigliere d’Amministrazione, Rosario Signorino Gelo, riguardante l’interpretazione da assegnare alla soglia dell’85% dei CFU da conseguire da parte dello studente che, non essendosi laureato in occasione della sessione straordinaria di marzo, debba possedere al fine di procedere all’iscrizione per l’attuale Anno Accademico senza incorrere nell’indennità di mora prevista dall’attuale Regolamento della Contribuzione Studentesca.

L’attuale Regolamento della Contribuzione studentesca all’Art.9 recita: “Gli studenti che hanno presentato domanda di laurea nella sessione straordinaria, avendo sostenuto […] almeno l’85% dei crediti previsti, e non riescano a laurearsi nella predetta sessione, possono iscriversi all’anno corrente pagando il contributo onnicomprensivo dovuto, non gravato da indennità di mora.

Gli uffici hanno già ribadito la correttezza dell’interpretazione letterale della citata norma del regolamento, che non lascerebbe dubbi sul fatto che, per godere dei benefici previsti, lo studente debba avere conseguito l’85% del totale dei CFU previsti dal proprio piano di studi.

A tale interpretazione letterale, si oppone un dato incontrovertibile.

Prendendo in esame i nostri Corsi di Studio Magistrali, nel 48% di essi per la coorte di studenti iscritti nell’Anno Accademico 2016/2017, ossia quella degli interessati, i CFU previsti per la prova finale risultano essere superiori a 18, raggiungendo, in alcuni casi, un picco di 44 CFU, rendendo impossibile anche per lo studente che abbia conseguito tutti i CFU previsti dal proprio piano studio, esclusi appunto quelli relativi alla prova finale, accedere al beneficio, dal momento che l’85% dei 120 CFU, ossia 102, risulta essere superiore all’ammontare di CFU conseguibili da tali studenti al netto di quelli previsti per la prova finale.

Inoltre nel 20% dei Corsi di Studio Magistrali, e sempre per la coorte 2016/2017, la prova finale ha un peso compreso tra i 15 e i 18 CFU (estremi inclusi), ciò determina la possibilità di usufruire del beneficio citato all’Art.9 del Regolamento della Contribuzione Studentesca solo a quegli studenti che abbiano conseguito tutti gli esami di profitto del proprio piano di studi, andando in conflitto con l’originale scopo del succitato testo.

Dunque che senso avrebbe prevedere un beneficio che nei fatti risulti impossibile da ottenere? In tal modo si violerebbe il principio di uguaglianza dal momento che solo ad alcuni studenti sarebbe consentito l’accesso al beneficio in parola, operando una ingiustificata discriminazione.

Per tale motivo, si ribadisce la richiesta di interpretare (e non già di modificare) la norma in oggetto, nel senso di considerare l’85% dei CFU non già con riferimento al numero dei CFU totali previsti dal proprio manifesto degli studi (che per le lauree magistrali è 120) ma con riferimento a quelli effettivamente conseguibili, al netto di quelli previsti, caso per caso, dalla prova finale.

 

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