"Lo facciamo per poter dire: dato che non c'è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa. E se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto." Padre Puglisi

Approvata in Consiglio degli Studenti la Carta dei Diritti

Del 9 Ottobre 2019, ore 2:58 PM - Modifica

Risale al 2011 l’approvazione in CNSU della Carta dei Diritti. Si tratta di un documento contenente i principi generali in merito alla vita accademica degli studenti che, negli anni, le diverse università italiane hanno deciso di condividere mediante la stesura di Carte locali ispirate a quella ministeriale.

Sono passati 8 anni in cui a Palermo c’è stato il vuoto cosmico. Innumerevoli sono state le campagne elettorali basate su una fantomatica Carta palermitana che, nonostante i proclami e le promesse, è sempre e solo stata utilizzata per scopi egoisticamente elettorali.
In 8 anni i promotori della Carta si sono trovati ad essere diverse volte agli organi superiori e al Consiglio degli Studenti. Mai però è stato fatto il passo decisivo.

L’approvazione in Consiglio degli Studenti è avvenuta solo nel 2019 grazie ad un lavoro strutturato durato diversi mesi. La commissione Diritto allo Studio del Consiglio presieduta da Pamela Palillo ha lavorato in sinergia al fine di garantire un testo condiviso da tutte le componenti. Il tutto nel rispetto dell’articolo 23, comma 2, lettera c dello statuto d’ateneo.
Infatti l’approvazione della Carta, più che un motivo per fare campagna elettorale, è un compito del Consiglio degli Studenti. Da statuto d’ateneo (vecchio e nuovo), è dovere – anche morale – offrire alla comunità accademica un documento che sancisca diritti e doveri degli studenti.

Non sono mancate le polemiche tra i Consiglieri. Un motivo di diatriba è scaturito dalle tempistiche, ritenute lunghe da chi ha aspettato 8 anni per discutere una singola versione della Carta. Ciò è ingiusto nei confronti di un Consiglio che è stato eletto proprio per mettersi all’opera, al di là dei colori.

Pertanto il lavoro portato avanti ha visto la realizzazione di un testo condiviso all’unanimità dai Consiglieri che finalmente potranno presentare al Senato Accademico la propria proposta. Anche per questo motivo il lavoro è stato condiviso con rappresentanti in seno al medesimo organo: al fine di poter garantire continuità di lavoro in organi diversi vedendo unita la rappresentanza studentesca tutta.
Infatti la procedura prevede adesso che la Carta venga analizzata dagli Organi Superiori in sedute tecniche. Solo dopo questo passaggio formale la Carta dei Diritti degli Studenti avrà un testo definitivo ed entrerà in vigore.

Ma a cosa serve?
La Carta ha lo scopo di fornire le linee guida all’ateneo affinché questo possa regolamentare la vita degli studenti nel modo che vengano garantire diritti e doveri degli stessi.
Le tematiche trattate sono diverse ma tutte riguardano i diritti e i doveri che gli studenti hanno nei confronti della vita accademica.

Tra le varie cose si parla di:

  • pari opportunità e trattamento tra gli studenti, nello specifico tramite l’abbattimento delle barriere architettoniche, e al miglioramento delle condizioni degli studenti stranieri e di quelli lavoratori;
  • diritto allo studio mediante una più equa tassazione e il miglioramento dei servizi agli studenti;
  • miglioramento di servizi quali la didattica, la comunicazione, la segreteria, la fruizione di appelli ed esami;
  • diritto di espressione, di associazione e la promozione della crescita culturale dell’individuo e valorizzazione della rappresentanza studentesca;
  • miglioramento delle strutture fisiche e apparecchiature anche al fine di garantire una migliore fruizione delle lezioni;
  • diritto al dottorato di ricerca, al tirocinio, ai laboratori, a servizi di stage e tirocini adatti e ad un adeguato inserimento nel mondo del lavoro;
  • valutazione didattica e degli insegnamenti con riferimento al rispetto delle schede di trasparenza.

“Diverse volte in questo Consiglio sono stato ingiustamente accusato di non volere approvare la Carta. Ma come si può non voler approvare dei principi che in fin dei conti tutelano anche me? Parliamo di idee universalmente condivise”. Questo è il commento del Presidente del Consiglio Francesco Pirrotta che, con orgoglio aggiunge: “Il lavoro che abbiamo portato avanti è segno di un Consiglio che dimostra di volere lavorare e di aprirsi ad istanze che vogliono esclusivamente il bene degli studenti”

Si tratta di un ulteriore passo compiuto dalla nostra Rappresentanza Studentesca, che in ciascuno degli organi presso i quali ha l’onore di sedere continuerà a porre le opportune istanze ad esclusivo vantaggio degli studenti e dell’intera comunità accademica.
Abbiamo appena iniziato.

Leggi la Carta dei Diritti degli Studenti!

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