"Lo facciamo per poter dire: dato che non c'è niente, noi vogliamo rimboccarci le maniche e costruire qualche cosa. E se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto." Padre Puglisi

A 50 anni dalla Luna

Del 20 luglio 2019, ore 10:56 AM - Modifica

Tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica furono impegnati nella Guerra Fredda, nell’ambito della quale si colloca anche la competizione della “corsa allo spazio” che ha inizio con il lancio dello Sputnik 1 da parte dell’URSS. In tale modo i russi tendevano a dimostrare di essere in grado di poter sfidare, anzi, di sopravanzare, la rivale affermando così la propria superiorità militare, economica e tecnologica.

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Nacque quindi il “Programma Mercury” della NASA, il cui obiettivo era quello di portare per la prima volta un uomo in orbita geocentrica e quindi anticipare l’Unione Sovietica. Tuttavia, i russi, agli inizi del 1961 dimostrarono di essere più avanti nel programma spaziale con il viaggio del cosmonauta russo Jurij Gagarin il quale divenne il primo uomo ad orbitare intorno alla Terra.
Poco dopo, gli statunitensi riuscirono a mandare in orbita Alan Shepard, ma il presidente Kennedy, convinto che non si potesse far pensare al mondo intero che una potenza come quella dell’Unione Sovietica fosse più avanzata degli Stati Uniti, nel maggio 1961, dichiarò che entro la fine del decennio l’uomo, quello americano, sarebbe stato il primo a toccare il suolo lunare: a tal fine autorizzò la nascita e lo sviluppo del programma Apollo.

Dopo vari tentativi e senza pochi fallimenti, il 20 luglio 1969 la missione apollo 11, con a bordo Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins realizzò effettivamente quell’obiettivo consentendo all’uomo di camminare per la prima volta su un altro corpo celeste, la Luna.

Da quel momento la curiosità dell’uomo non ebbe più freni; nel tempo nacquero la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) orbitante a 400km dalla terra e furono via via mandati vari satelliti all’interno del Sistema Solare come Curiosity, Cassini e Voyager che ci hanno permesso di conoscere nuovi mondi come Marte, Saturno e Nettuno.
Grazie a quella impresa portata a termine, oggi possiamo conoscere meglio l’origine violenta della Luna, la storia dei crateri lunari e del sistema solare; sappiamo come funziona la gravità e quale sia la composizione del vento solare e, infine, ma non meno importante, le missioni Apollo hanno cambiato la prospettiva con cui vediamo il nostro pianeta, il piccolo granello azzurro oasi di vita in un Universo inospitale.
Considerate le ultime scoperte, i viaggi intrapresi e le prospettive future, possiamo certamente concordare con Neil Armstrong quando disse che:

“La cosa più importante della missione Apollo fu dimostrare che l’umanità non è incatenata per sempre ad un solo pianeta e che le nostre visioni possono superare quel confine e che le nostre opportunità sono illimitate.”

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